La libertà di espressione biasimata per timore, l’arte che sfida il potere e i tabù attraverso narrazioni potenti.
Il ruolo dell’arte, che si tratti di un testo, di un quadro oppure di un film, è quello di mettere in discussione come percepiamo il mondo tramite la creatività e le idee del suo autore. Ogni opera contiene dentro di sé una storia che vuole raggiungere un pubblico, ma non sempre è possibile prevedere come questo reagirà. La censura è quindi un sistema attuato da un’autorità governativa o privata che, limitando la libera espressione delle persone, impedisce l’accesso a opere d’arte con lo scopo di occultare questi materiali considerati dannosi, delicati, o scomodi per il loro contenuto.
La censura cinematografica è in vigore fin dalla nascita del cinema nel XIX secolo, portata avanti da vari comitati che potevano vietare del tutto la proiezione di un film oppure richiedere dei tagli per mantenere un senso di moralità. L’epoca in cui viviamo è caratterizzata da una libera circolazione di contenuti: le piattaforme superano i confini nazionali ed è facile avere accesso a film provenienti da ogni parte del mondo. Ciononostante, parlare di censura rimane rilevante poiché essa viene applicata tramite algoritmi, pressioni sociali, oppure politiche editoriali delle piattaforme di produzione e di streaming. La censura può essere vista come lo specchio delle paure sociali e politiche di un’epoca: essa nasce dal timore verso ciò che il cinema può portare alla luce.
Non tutto viene censurato seguendo le stesse ragioni, ma si possono individuare forme ricorrenti, a partire dalla censura politica, che viene messa in pratica quando un film mette in discussione o denuncia il potere. È tipica dei regimi autoritari: un esempio eclatante potrebbe essere The Great Dictator, diretto da Charlie Chaplin nel 1940, la cui visione venne vietata in diversi paesi europei per la pesante critica al regime nazifascista. Il timore delle ripercussioni politiche porta spesso ancora oggi alla censura e all’autocensura.
Vi è poi la censura morale che interviene su tutto ciò che tratta nudità, pornografia, e materiali considerati osceni e moralmente discutibili. Un esempio è il film del regista Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma, il quale, nella sua rappresentazione grafica della violenza sul corpo umano, viene condannato per oscenità ancora oggi in più nazioni.
La censura morale spesso silenzia narrative considerate scomode, come per esempio quelle queer: in molti paesi nel mondo è infatti illegale discutere, promuovere o insegnare temi LGBTQ+. Equaldex indica che 69 delle 198 nazioni applicano questo tipo di censura, portando ulteriore marginalizzazione e disinformazione riguardo all’argomento. Per esempio, a partire dal 2016 la Repubblica Popolare Cinese presenta leggi statali che prevedono la censura delle tematiche queer. Nel 2018 il film Call Me By Your Name di Luca Guadagnino venne rimosso dal programma del Beijing International Film Festival perché non approvato dalle autorità cinesi. Questa censura estensiva non blocca però la volontà di produrre narrazioni queer: serie televisive come Revenged Love (2025) vengono prodotte e trasmesse internazionalmente nel tentativo di sfuggire alla censura.
Accanto a queste troviamo la censura religiosa, che colpisce opere percepite come blasfeme dalle autorità pertinenti. Un buon esempio è il film The Da Vinci Code, diretto da Ron Howard nel 2006, il quale è vietato in diversi paesi come Egitto, Giordania, Libano, Sri Lanka e Città del Vaticano, per temi religiosi sensibili e per blasfemia.
Ci sono molti motivi per cui un’autorità decide di applicare una censura cinematografica, la quale però grava fortemente sulla libertà di espressione degli individui e ha conseguenze negative sull’intera società. Sebbene vi sarà sempre qualcuno a condannare opere d’arte che trattano di temi sensibili, non bisogna dimenticare l’importanza di continuare a rappresentare tali storie che sfidano autorità oppressive e celebrano la diversità.
Testo Sara Luna Mobiglia
Immagine IMBd, “Call Me By Your Name”
